Perdere peso la chiave e la mente

Sappiamo che la mente gestisce il tutto. La mente risponde in qualsiasi azione che intraprendiamo. Quindi si deduce che se vogliamo risolvere un qualche problema in noi o nella nostra vita, dobbiamo partire dal nostro cervello, dal nostro modo di pensare e dal nostro modo di agire.

“La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.”

Molti seguono delle diete o altro per ritornare al loro peso forma e sbarazzarsi del sovrappeso. Se lo desiderate avete due semplici scelte da seguire: potete seguire questa nuova dieta o potete fare qualcos’altro.

Questo post tratta del qualcos’altro. Seguire una dieta comporta a livello inconscio e motivazionale uno stato psicologico sbagliato, ed è per questo che raramente produce i risultati sperati. E come se vi diceste che state lottando contro la fame, il sacrificio e il senso di fallire prima o poi. Non è certo un bel modo di intraprendere una dieta.

Se vogliamo che la perdita di peso sia duratura, deve appagare: ed è questo il qualcos’altro che funziona dopo che si inizia una dieta, ci si deve allenare anche mentalmente purché questa dieta funzioni nel tempo e sia duratura. Se si riequilibrano i segnali di fame  del corpo, l’impulso a mangiare diventa un alleato, anziché un nemico.

Quando imparerete a fidarvi del vostro organismo per sapere di che cosa avete bisogno, lui si prenderà cura di voi, invece di opporvi resistenza. Tutto sta nel risintonizzare i messaggi che connettono la mente e il corpo.

“Le scelte si fanno in un momento, ma le conseguenze durano una vita intera” M.J. DeMarco

Quello della fame è uno dei messaggi più potenti che il corpo invia al cervello. Non dovrebbe accadere che ci si sente affamati a breve distanza da un pasto, o che a uno spuntino pomeridiano ne segua un secondo e magari un terzo. Eppure anch’io, come milioni di altre persone, ho vissuto queste situazioni, a dimostrazione che l’esperienza della fame può esistere anche in assenza di un reale bisogno di cibo e ancora adesso ci casco nel tranello.

E’ questa esperienza della fame che dovete cambiare, quando vi trovate a mangiare troppo. Voglie e falsa fame sono qualcosa di ben diverso dal rifornire il corpo del sano carburante di cui necessita.

L’organismo non è una macchina ad alto consumo di benzina, ma anzi una macchina a basso consumo di metano. La maggior parte della fame è l’espressione fisica di migliaia di messaggi inviati al e dal cervello. Nell’atto di mangiare sono coinvolti l’immagine che avete di voi stessi, le abitudini, i condizionamenti e i ricordi. Spieghiamo in dettaglio come avviene il tutto e come difenderci.

Non conosco nulla che vellichi così voluttuosamente lo stomaco e la testa quanto i vapori di quei piatti saporiti che vanno ad accarezzare la mente preparandola alla lussuria.
(Marchese De Sade)

Perdere peso la chiave è la mente

Come funziona il tutto ? Ve lo faccio capire con un semplice esempio di come un’impostazione assunta già da piccoli induce quella persona a prendere quella ”immagine-contesto-situazione” e portarsela per tutta la vita. Da sempre la vita è stata celebrata a tavola, e alcune di queste occasioni, come i banchetti nuziali, possono essere momenti indimenticabili per una persona. Tutti aspettiamo le feste, perché il loro contesto ci porta gioia, vitalità, sensazione di non essere soli, divertimento, pace, ecc… In questi determinati giorni siamo gioiosi e appagati. Tutto intorno a noi sembra calmo e andare tutto per il meglio.

Bene è proprio qui che il cervello meccanizza dei comportamenti che per lui vanno bene. Cioè prende tutto il contesto, tutte quelle determinate azioni che noi intraprendiamo, tutte quelle EMOZIONI che noi proviamo e le meccanizza.  La più comune è il “mangiare” infatti quando si mangia ci si è felici, quando si e a tavola e soprattutto in compagnia ci si è felici. Purtroppo tutte queste azioni hanno fatto si che il cervello recepisse che per avere (gioia, pace, serenità, momenti felici, ecc) bisogna mangiare.

Perché e proprio in quel contesto che noi ci sentiamo appagati, differenza dei giorni comuni e “lavorativi”. In questi giorni di mezzo noi non siamo appagati perché non esiste nessun contesto che ci dia quelle EMOZIONI.

Quale bimbo non si illumina all’arrivo della torta di compleanno? “per il bambino vedersi tutte quelle persone davanti a lui che applaudano per lui non e una cosa di tutti i giorni”

Ma la gioia che il cibo dona rende gli eccessi alimentari un problema singolare e unico. Sentirsi felici di per sé positivo – si trasforma in qualcosa di estremamente negativo.

Ed ecco che cadiamo in un qualche punto del percorso che connette cibo e felicità: Il meccanismo che andiamo ad adottare sarebbe questo:

  • alimentazione normale “fin da piccoli”
  • sovralimentazione “da ragazzi”
  • voglie “nel susseguirsi della crescita”
  • dipendenza dal cibo ”tutto il resto della vita”.

Mangiare normalmente fa sentire bene. Sovralimentarsi fa sentire bene sul momento, ma nel lungo periodo porta le sue conseguenze. Cedere alle voglie non fa sentire per niente bene: rimorsi sensi di colpa e frustrazione subentrano quasi immediatamente. La dipendenza dal cibo causa sofferenza, nuoce gravemente alla salute, genera una totale mancanza di autostima.

Il meccanismo che conduce al sovrappeso inizia da un elemento positivo: la naturale bontà del cibo. (Non si può dire altrettanto di alcol e stupefacenti, di per sé tossici anche quando non se ne è dipendenti). Gli alimenti ci nutrono, e quando il nostro rapporto con loro va fuori controllo, siamo combattuti tra un piacere  a breve termine (un bel gelato) e una sofferenza nel lungo termine ( i molti inconvenienti dell’essere sovrappeso e di accumulare sempre più chili, anno dopo anno).

Quindi è intuitivo che la chiave per perdere peso è la mente: quando la mente è appagata, il corpo smette naturalmente di desiderare un eccesso di cibo.

L’approccio mente-corpo funzionerà anche per voi, perché vi chiede soltanto una cosa: di trovare l’appagamento. Ma il cibo da solo non può soddisfarvi, dovete nutrire:

  • Il corpo di alimenti sani.
  • Il cuore di gioia, compassione e amore.
  • La mente di conoscenze.
  • Lo spirito di serenità e autoconsapevolezza.

Con la consapevolezza, tutto ciò diventa possibile. Diversamente, questi obiettivi si collocano sempre più al di fuori della vostra portata.

Sembra un paradosso, ma per dimagrire bisogna riempirsi. Se ci si colma di altri tipi di gratificazione, il cibo smetterà di essere un problema. Non dovrebbe esserlo: mangiare è un modo naturale per sentirsi felici, mangiare esageratamente no.

Ma perché si scivola negli accessi? 

Tutti sappiamo che i dolci si trasmutano in senso di appagamento (dolcezza, amore, pace, ecc). E per questo motivo che quando avete sensazioni di mancato affetto il cervello ve lo copre con un dolce (soprattutto le donne).

Sappiate però che per quanto maltrattato a lungo, il corpo è quasi sempre ancora in grado di ripristinare l’equilibrio originario.

Se queste esigenze non vengono appagate da vere esigenze, mangiare sarà solo uno dei tanti piaceri della vita. Ma molti trasformano il cibo in sostituto di ciò che realmente desiderano: per loro diventa un premio di consolazione, anche se spesso non ci si rende conto nemmeno.

Smettete di concentrarvi su diete e calorie e vi renderete conto che la storia del sovrappeso è una storia di mancato appagamento. Abbiamo a disposizione i migliori alimenti del mondo, eppure ci rimpinziamo dei peggiori; abbiamo straordinarie opportunità di crescita ed evoluzione, ma ci sentiamo vuoti e privi di senso. L’importante ricordatevi è seguire un’alimentazione naturale, basata su prodotti genuini e non su cibi spazzatura.

Ovvio che anche una corretta alimentazione riequilibra tutto il corpo, ma nel momento in cui sia una vera alimentazione.

Quindi ricapitolando i punti fondamentali da tenere in considerazione sono:

  • La maggior parte della fame è l’espressione fisica di migliaia di messaggi inviati al e dal cervello.
  • La dipendenza del cibo causa sofferenza, nuoce gravemente alla salute e genera una totale mancanza di autostima.
  • Quando la mente è appagata, il corpo smette naturalmente di desiderare un eccesso di cibo.
  • Il corpo per quanto maltrattato a lungo sia, è quasi sempre in grado di ripristinare l’equilibrio originario.

Prendete il controllo e la consapevolezza della vostra vita ed il mangiare sarà l’ultima cosa a cui direte grazie per questa vita.

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In questo post parlo di come si esegue una corretta e sana alimentazione.